Conclusione della Partita

Scacco Matto

Lo scopo degli scacchi consiste nel dare “scacco matto” al re avversario.

(dall’arabo Shāh Māt, che significa “il re è morto”, derivante forse da un’errata traduzione del persiano شاه مات Shāh Māt, che significa “il re è sconfitto” o “il re è indifeso”)

Si ha scacco matto quando il re si trova sotto la minaccia diretta dei pezzi avversari e non ha possibilità di sottrarsi ad essa, quindi sarebbe sicuramente catturato alla mossa successiva, se non si trattasse del re. Lo scacco matto determina la conclusione della partita con la sconfitta del giocatore che lo subisce.

Lo “scacco” invece è l’attacco (parabile) che un pezzo avversario porta al re. Non è necessario che lo scacco venga annunciato verbalmente, ma al contrario, nelle partite ufficiali di torneo, tale comportamento può essere ritenuto fastidioso e sanzionabile con una ammonizione o un richiamo.

L’avversario non può eseguire alcuna mossa che metta o lasci il proprio re sotto “scacco”. La partita può terminare anche per abbandono da parte di un contendente, ovviamente con la vittoria dell’altro.

Patta

Il gioco termina in patta (parità) nei seguenti casi:

1°- se restano sulla scacchiera soltanto i due re;

2° – se la situazione è tale per cui nessuno dei due giocatori può dare scacco matto all’altro, anche in caso di difesa peggiore.

Ad esempio re e cavallo o re e alfiere contro re è patta, ma non re e due cavalli contro re oppure re e cavallo contro re e cavallo, dato che una posizione di matto esiste (anche se a gioco corretto, ovvero in assenza di errori dell’avversario, non può essere forzata);

3° – se il giocatore che ha il tratto non può muovere alcun pezzo ma il suo re non è sotto scacco (stallo).

La partita termina con una patta su richiesta di un giocatore se questi effettua o ha intenzione di effettuare (avendola segnata sul formulario ed avendo espresso l’intenzione di eseguirla) una mossa che:

1° – è l’ultima di una serie di cinquanta mosse consecutive (cinquanta mosse per ciascun giocatore) nelle quali non è stato catturato alcun pezzo e non è stato mosso alcun pedone;

2° – comporta la ripetizione sulla scacchiera della stessa posizione per tre volte (anche non consecutive) durante la partita. La posizione è considerata identica se la mossa spetta al medesimo giocatore, se tutti i pezzi del medesimo genere e colore si trovano sulle stesse case e se sussistono inalterate le stesse possibilità di movimento (inclusi arrocco e catture en passant).

Nella pratica di torneo il giocatore si rivolgerà all’arbitro il quale, dopo aver verificato che le condizioni necessarie siano soddisfatte, ha l’obbligo di dichiarare patta la partita.

Inoltre, in qualunque momento della partita, salvo speciali limitazioni imposte in singoli tornei, uno dei due giocatori può proporre la patta all’avversario, che ha naturalmente il diritto di rifiutarla. Se la accetta, la partita termina immediatamente con il pareggio.

(articolo originale su Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Scacchi)